Recuperando il Tempo 2.0


Una nuova “stagione” di questo blog è in arrivo.

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Grazie per la collaborazione e…. a presto!

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Detto, fatto!

detto fattoDetto fatto! L’arte dell’efficienza è il titolo della traduzione italiana del libro “Getting Things Done” di David Allen. Questo libro è sicuramente uno dei libri più diffusi e consigliati a livello mondiale nell’ambito della produttività individuale.

Recentemente, però, ho avuto modo di constatare che per molti questo metodo non funzionaHo amici che hanno comprato il libro e si sono fermati dopo pochi capitoli. Altri che hanno provato ad iniziare ad applicarlo e hanno smesso dopo poco.

Io ho usato questo metodo quasi al 100% per diversi anni, con molta diligenza nel processare tutti gli input secondo lo schema del libro (forse la mia formazione ingegneristica mi ha aiutato in questo..). Ultimamente, però, mi sono reso conto dei limiti del sistema e che alcuni dei suoi punti di forza stavano diventando per me dei punti di debolezza.

Ho quindi deciso di provare nuovi sistemi, di abbandonare alcune delle sue “regole” e concentrarmi di più su quello che veramente mi aiutava a fare le cose più importanti. Alcune delle pratiche suggerite nel libro sono diventate ormai delle abitudini nella mia vita e quindi non ho assolutamente abbandonato il metodo. Dopo averlo praticato per molto tempo, però, ho visto che era per me il momento di fare un passo avanti.

Oggi ho pensato di scrivere questo post per chi si avvicina a questo libro o a questo metodo e lo sta trovando difficile o poco utile. Sulla base della mia esperienza, il mio consiglio è di non fermarti, ma di andare avanti, senza cercare, però,  di applicarlo tutto e subito.

Se ci sono “tecniche” che ti sembravano laboriose o difficili, lasciale da parte. Scegli qualcosa che ti sembri facilmente applicabile e.. mettila in pratica. Prova, anche solo per 4 o 5 giorni, a rendere parte del tuo lavoro e della tua attività quello che viene consigliato. Se funziona, avrai fatto un passo avanti e migliorato la tua gestione del tempo. Se non ha funzionato, non avrai sprecato molto tempo… 🙂

Se poi avessi bisogno di qualche consiglio o avessi qualche domanda, scrivila pure nei commenti o mandami una email. Sarò felice di condividere con te la mia esperienza.

 

Foto tratta da: Amazon.it

 

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Qual è la cosa più importante oggi?

ImmagineLa lista delle cose da fare è sempre più lunga, le email nella inbox sempre più numerose e poi… notifiche, promemoria, telefonate, interruzioni. So di non dire nulla di nuovo: ogni giorno siamo distratti da mille cose, con il rischio di trascurare le cose importanti e non fare progressi in quello che può veramente portare risultati concreti nella nostra vita.

Per questo motivo, ho trovato molto utile farmi questa domanda all’inizio di ogni giornata (e quando riesco, anche la sera prima):

qual è la cosa più importante oggi?

Sì, hai letto bene: una cosa, una sola cosa che su cui voglio concentrarmi, che voglio completare, che non voglio rischiare di dimenticare o trascurare, a cui voglio dedicare “anche 5 minuti in più” di riflessione e preparazione. Una “cosa” che può essere una attività (documento da inviare, un calcolo da terminare… ) ma anche un evento, una riunione, un colloquio e così via.

Inizialmente, ho provato a scrivere 5 cose, poi 3 cose… ma, nel mio caso, non ha funzionato. Alla fine diventava una piccola “lista” di cose da fare che si sovrapponeva a quella che già avevo. Invece, ho trovato molto utile scegliere 1 cosa, che diventasse la mia priorità del giorno. Anche lo sforzo di questa scelta mi è stato utile per capire, tra le tante cose che avrei potuto fare, cosa fosse veramente importante.

Se, poi, come me, usi molto Google Chrome, puoi anche provare ad installare l’estensione Momentum (da cui è tratta l’immagine di questo post) che ti ricorderà di farti questa domanda e.. ti ricorderà durante il giorno la risposta che hai dato.

 

 

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Cosa ho imparato preparandomi per la mia prima maratona [intervista]

In questo post, sono contento di poter intervistare Daniele, ex compagno di scuola e carissimo amico. Daniele, oltre ad essere titolare di una impresa di costruzioni meccaniche, marito e padre di un bambino di 3 anni, negli ultimi anni è diventato un appassionato “podista” e ha da poco completato la sua prima maratona. Gli ho chiesto di condividere con me e con i lettori del blog la sua esperienza ed in particolare quello che ha imparato nella sua gestione del tempo. Lo ringrazio tantissimo per la sua disponibilità e per le sue risposte alle mie domande.

 

Maratona di Milano 2014_Medaglia

Daniele, quando hai iniziato a correre e cosa ti ha spinto a farlo? 

Ho iniziato a correre circa due anni fa, dopo un lungo periodo in cui non mi ero più dedicato in modo sistematico e organizzato a praticare uno sport. La scintilla che mi ha fatto riflettere sull’importanza dell’attività fisica su corpo e mente è scaturita da un percorso di miglioramento personale che ho intrapreso tempo fa per aumentare l’efficacia in ambito lavorativo. Così, elaborando le informazioni raccolte tramite diversi approfondimenti, mi sono convinto che un corpo sano e in salute sia un ottimo punto di partenza dal quale anche la mente possa trarne indubbi benefici. Ho iniziato con una sgambata di 4 km con un amico, ed essendo stata un’esperienza positiva ho deciso di ripeterla nei giorni successivi e da quel momento non ho più smesso! Far diventare la corsa una delle mie abitudini quotidiane mi ha permesso nel tempo di accrescere il mio benessere psico-fisico, migliorare il mio umore, rendere il mio fisico un po’ più tonico, essere più resistente allo stress, permettendo di allenare anche la mia mente. Per entrare nel dettaglio della produttività personale, ho utilizzato la tecnica dei 30 giorni di Alexander Reif di Strategie Vincenti, per instaurare questa nuova abitudine e per svegliarmi presto la mattina per gli allenamenti.

Per quale motivo hai deciso di iscriverti ad una maratona?

Ho iniziato progressivamente a iscrivermi a gare più corte di 5-10 km, poi mi sono spostato sulle mezze maratone e in seguito alla maratona. Ho fatto l’iscrizione a giugno per aprile dell’anno successivo. Mi sono documentato, ho pianificato i miei allenamenti e ho fissato il mio obiettivo. L’ho fatto per dimostrare a me stesso che potevo arrivare in fondo alle cose. Che ne ero capace. Che là dove le gambe si sarebbero volute arrendere, io avrei potuto contare sulla mia forza di volontà per raggiungere il traguardo.

Quali sono state le difficoltà principali che hai trovato nel conciliare questo impegno con le altre attività’?

La principale difficoltà che ho incontrato è stata quella di “incastrare” gli allenamenti con gli impegni lavorativi e familiari. Per quanto riguarda gli allenamenti infrasettimanali ho utilizzato il tempo disponibile della pausa pranzo cercando di pianificare le uscite come un impegno improrogabile in agenda. Nel caso in cui non fosse stato possibile utilizzare la pausa pranzo ho spostato l’allenamento al mattino presto, prima dell’orario lavorativo. Svegliarsi prima delle 06.00 per andare a correre è un piccolo sacrificio, ripagato pienamente dalle sensazioni vissute in mezzo alla natura che si risveglia alle prime luci dell’alba regalando immagini d’incontaminata bellezza (e a volte incontri con animali che durante il giorno sono nascosti!). Nei weekend, prevalentemente la domenica mattina, ho invece preparato i lunghi e i lunghissimi. I sacrifici fatti in questi mesi sono stati tanti ma sono convinto che se si vuole realizzare un sogno ci vogliono disciplina e costanza. Mi piace molto una frase che ho trovato nel blog EfficaceMente che afferma che: “disciplina è libertà. Avere disciplina significa… fare quello che pensiamo, senza reagire in base a come ci sentiamo. Avere disciplina significa… sostituire i “dovrei” con i “voglio”. Avere disciplina significa… essere disposti a fare qualche piccolo sacrificio nel nostro presente per costruire il nostro futuro“.

Qual è stato il momento più difficile e cosa ti ha aiutato a superarlo?

Durante la mia preparazione alla maratona il momento più difficile è stato continuare l’allenamento durante l’inverno, dovendo aggiungere alla fatica della corsa anche il freddo e le diverse condizioni atmosferiche, anche quando tutto e tutti mi dicevano di starmene a casa al caldo. Durante la maratona invece, il momento più difficile si è presentato dopo aver superato il trentesimo chilometro e le mie gambe hanno iniziato ad essere davvero stanche. La voglia di dimostrare a me stesso e agli altri di potercela fare, insieme al sostegno della mia famiglia mi hanno permesso di superare i momenti più difficili e di realizzare il mio sogno di correre una maratona. Inoltre arrivare a casa dopo una corsa con qualche medaglia di partecipazione e vedere la felicità dipinta sul volto di mio figlio è la miglior spinta ad andare avanti.

C’è stato qualcosa o qualcuno che invece ti ha scoraggiato?

Il susseguirsi di problematiche riguardanti il lavoro, legate anche al periodo di crisi in cui stiamo vivendo mi hanno fatto pensare alcune volte di concentrare le mie forze esclusivamente sul lavoro tralasciando la corsa, seppur non penalizzasse la mia presenza in ufficio agli orari stabiliti. Altra problematica si è presentata con l’aumento dei km dei lunghi e lunghissimi. Mi sono affidato periodicamente ad una fisioterapista per eliminare gli acciacchi che una preparazione così lunga nel tempo e impegnativa non sono mancati. Ma come mi disse saggiamente il presidente della mia squadra podistica U.S. Costigliole G. Giordano di cui faccio parte: “Se i dolori “girano” non sono così preoccupanti”. E posso garantire che su di me dolori e dolorini hanno girato per un bel po’. Ma sono passati in breve tempo!

Cosa faresti di diverso nella preparazione della tua prossima maratona?

Sicuramente sceglierei di correre ad una maratona organizzata in autunno. Ci sono i pro e i contro, ma con il caldo patito ad aprile, voglio sperimentare come un altro tipo di condizione atmosferica incide sull’andamento della corsa.

Quale consiglio puoi dare a chi sta iniziando a prepararsi per una maratona?

Una maratona non s’improvvisa, quindi documentativi, appoggiatevi alla vostra società podistica e chiedete consiglio a chi ha già avuto esperienze precedenti. La società podistica per la quale corro è piccola rispetto a molte altre, ma vi posso garantire che sono le persone che fanno la differenza e che possono essere di grande aiuto in termini di confronto e di supporto sia fisico che morale. Esistono comunque libri specializzati con tabelle per ogni esigenza che possono essere un ottimo punto di partenza.

Quale consiglio puoi dare a chi sta intraprendendo un nuovo “progetto” che deve inserire nelle altre sue attività di ogni giorno?

Definite l’obiettivo, partite per tempo e suddividete in più step le cose da fare. Concentratevi sul raggiungimento di ogni singola tappa che deve diventare un impegno improrogabile sulla vostra agenda, siate disciplinati e non fatevi scoraggiare dalle difficoltà e dagli insuccessi che potrete incontrare, e ..buona fortuna!

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Ci sono problemi e problemi…

Ci sono problemi che si risolvono da soli. Basta aspettare, lasciare passare un po’ di tempo e non ci sono più. Le persone cambiano idea, le reazioni si attenuano, le difficoltà vengono dimenticate.

Ci sono problemi che, invece, non si risolvono da soli. Anzi, con il passare del tempo peggiorano e diventano sempre più difficili da affrontare. Da uno differenza iniziale di pochi “gradi”, la distanza diventa sempre più grande e incolmabile. Da quelli che sembrano solo piccoli gesti e semplici parole, una relazione può diventare fredda fino ad interrompersi. Iniziando da poche centinaia di euro, un debito può diventare insostenibile.

La saggezza (facile da dire, un po’ meno da fare..) sta nel capire qual è il tipo di problema che ci sta davanti e agire di conseguenza.

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30 minuti preziosi prima del week-end

weekendDa diversi anni, cerco di dedicare almeno 30 minuti a quella che chiamo la mia “review” settimanale.

Che tu sia nuovo o meno a questo attività, voglio condividere con te alcune delle cose che sono abituato a fare e che ho trovato utili:

  • riguarda sulla tua agenda o calendario quello che hai scritto nelle ultime due settimane: ci sono attività rimaste in sospeso? Ci sono solleciti che devo fare? Ci sono appuntamenti annullati che devo riprogrammare?
  • guarda le prossime 3-4 settimane: ci sono scadenze o incontri per cui devo prepararmi? Ci sono giorni o settimane troppo “piene”, in cui dovrei spostare qualcosa?
  • guarda la tua scrivania o i ripiani dove lasci i documenti: ci sono documenti da archiviare che magari nascondono un promemoria di qualcosa che devi fare al più presto? Ci sono documenti che dovrei dare a qualcun’altro o a cui dovrei rispondere?
  • allo stesso modo, guarda la tua “scrivania virtuale” (il desktop) e la tua casella di posta elettronica,
  • pensa alle attività che hai completato questa settimana: progetti conclusi? Documenti preparati e inviati? Problematiche particolarmente complesse che hai risolto? (…bravo!!)
  • pensa alle persone con cui hai avuto contatti questa settimana, a chi ha collaborato con te, a chi ti ha aiutato in qualche modo o a chi hai rivisto dopo tanto tempo. Perché non prenderti 2 minuti per scrivere un SMS di ringraziamento?

Sono sicuro che dedicare un po’ di tempo a tutto questo ti aiuterà a vivere meglio il week-end e ad iniziare con più energia la prossima settimana.

Se desideri approfondire qualcosa di quello che ho scritto, contattami pure!

Picture: http://hotelgammamilano.it/week-end/

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Figli

1486833803_984305055c_oA volte, li rimproveriamo.
A volte, li ignoriamo.
A volte, li fermiamo.
A volte, li confrontiamo con altri.

Ma.. qual’è l’ultima volta in cui ce li siamo semplicemente goduti? Qual è l’ultima volta in cui siamo semplicemente stati felici di loro, così come sono?

A chi, come me, pensa spesso a cosa fare, cosa non fare, cosa far fare, è utile porsi questa domanda.

Photo: http://www.flickr.com/photos/xman/

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Non ho tempo di leggere!

reading-a-bookDove trovare il tempo per leggere?

Grave problema.

Che non esiste.

Nel momento in cui mi pongo il problema del tempo per leggere, vuol dire che quel che manca è la voglia. Poichè, a ben vedere, nessuno ha mai tempo per leggere. […]

Il tempo per leggere è sempre tempo rubato.

Tratto da “Come un romanzo“, di Daniel Pennac.

 

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2012 in review

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

The new Boeing 787 Dreamliner can carry about 250 passengers. This blog was viewed about 1.600 times in 2012. If it were a Dreamliner, it would take about 6 trips to carry that many people.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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E se fosse vero?

maya2012.jpg_415368877Anche se non credo personalmente a questa predizione o altre simili date, in questi giorni non ho potuto non notare sui giornali e su internet  un conto alla rovescia prima della cosiddetta “fine del mondo“. E questo mi ha fatto riflettere…

E se fosse vero? Se veramente il 21 dicembre, fra 3 giorni, fosse il nostro ultimo giorno di vita?

Se così fosse, come vivresti questi ultimi giorni? Con quali persone vorresti trascorrere il tuo tempo? Quali sono le parole che vorresti dire e che non hai detto? Quali sono le cose che non hai fatto e che vorresti fare?

Quando poco è il tempo a disposizione, impariamo a capire quali sono le cose più importanti. Impariamo a scegliere, impariamo a dare valore a quello che veramente lo ha.

Penso che sia un bene riflettere ogni tanto su tutto questo, perchè, nella corsa del fare di ogni giorno, rischiamo di perdere di vista quello che veramente “rimane”.

Anche se non sarà il 21 dicembre, un giorno, in un modo e nell’altro, la vita di tutti noi in questo mondo avrà un termine. Per questo oggi possiamo fermarci e riflettere su quello che veramente è importante per noi.

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