Chi ha spostato il mio formaggio?

Appunti di lettura

Riassunto

In un labirinto 2 gnomi e 2 topi vivono alla ricerca del formaggio. I topi (Nasofino e Trottolino) sono simbolo del lato istintivo dell’uomo, gli gnomi (Tentenna e Ridolino) della parte più complessa dell’uomo. Il formaggio rappresenta tutto quello che l’uomo può cercare nella vita e che gli dona la felicità.

Quando il deposito di formaggio F finisce, i topi (che già avevano fiutato che il formaggio era diventato vecchio e stava finendo) si mettono subito alla ricerca di un nuovo deposito formaggio e lo ritrovano. Gli gnomi rimangono nel vecchio deposito chiedendosi “Chi ha spostato il mio formaggio?”, ma, dopo un certo tempo, Ridolino “ride” dei suoi ragionamenti assurdi, supera le sue paure e si metta alla ricerca del nuovo formaggio. Scrivendo sulle pareti dei muri del labirinto quello che ha imparato, raggiunge i topi del nuovo deposito di formaggio.

La storia è raccontata nel contesto di un incontro tra vecchi compagni di scuola che riflettono sulle loro esperienze e i cambiamenti avvenuti nella loro vita.

Idee chiave

  • Il cambiamento è inevitabile (ci sarà sempre qualcuno che sposterà il formaggio)
  • Prevedi il cambiamento (sii pronto quando il formaggio viene spostato)
  • Controlla il cambiamento (annusa spesso il formaggio, così ti accorgi se diventa vecchio)
  • Adatti rapidamente al cambiamento (quanto più rapidamente abbandonerai il vecchio formaggio, tanto prima gusterai quello nuovo)
  • Cambia (spostati con il formaggio)

Commento

L’idea della storia per spiegare la necessità del cambiamento è ottima. La storia poteva, però, essere scritta in modo più avvicente e “narrativo” e non attribuendo affermazioni troppo complesse e razionali ai personaggi.

Hai letto questo libro? Come lo hai trovato?

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Una risposta a Chi ha spostato il mio formaggio?

  1. Vittorio ha detto:

    La necessità di saper prevedere i cambiamenti e sapersi adattare; facile a dirsi non altrettanto metterlo in pratica. Il libro per certi versi è forse banale però credo sia utile fermarsi ogni tanto a riflettere sui propri comportamenti; domandarsi se siamo il Trottolino o il Nasofino della situazione e non piuttosto Ridolino o Tentenna. In questo senso ho apprezzato la seconda parte del libro in cui i compagni di scuola hanno prima parlato degli errori degli altri (colleghi e/o amici) per poi ammettere a se stessi e agli altri i propri errori.

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